A MAGGIO IN ITALIA PER FESTEGGIARE I 100 ANNI DALLA SUA NASCITA
Dopo la precedente esperienza del Dance Group, nel 1926 Martha Graham ha fondato la celeberrima compagnia di danza che porta il suo nome. La Graham è riconosciuta come una delle forze artistiche più importanti del ventesimo secolo accanto ad artisti come Picasso, James Joyce, Stravinsky e Frank Lloyd Wright. Nel ‘98 il Time l’ha nominata “ballerina del secolo”, People l’ha inserita tra le icone femminili del secolo e il Washington Post l’ha definita “una delle sette meraviglie dell’universo artistico”.
Sebbene siano ampiamente conosciute le sequenze tecniche relative a Contraction and release e Fall and recovery, meno nota è, forse, la concezione estetica alla base della tecnica creata da Marta Graham.
Graham vedeva nel respiro la massima concentrazione dell’energia vitale dando vita ad un flusso continuo attraverso una danza incentrata sull’equilibrio di forze complementari. Ogni movimento prende origine dal bacino e il suo ricorso alle cadute studia l’effetto della gravità sul corpo. Nel valorizzare il peso fisico e l’energia corporea, la danza della Graham si distanzia nettamente da quella classica, che vuole invece il ballerino leggero e privo di peso.
La danza per Graham è uno strumento fondamentale per esprimere la propria visione del mondo e secondo lei l’espressione corporea deve liberarsi da ogni sovrastruttura creata dalla società per avvicinarsi al movimento naturale.
Movimento naturale che, tuttavia, non deve prescindere dal fatto che il corpo deve essere allenato e formato dalla disciplina: “il suo scopo è arrivare comunque a una spontaneità del movimento al quale si arriva solo grazie all’allenamento e alla disciplina non uno slancio incontrollato, ma la conquista cosciente di un nuovo linguaggio attraverso un metodo preciso… Il corpo non è già da sempre sincero, ma impara a diventare sincero attraverso anni di studio e allenamento” (Caterina Piccione).
Con una storia lunga 100 anni è spontaneo chiedersi se la poetica della fondatrice sia ancora in linea con i tempi e se la Marta Graham Dance Company riesca ancora ad innovarsi pur portando avanti un repertorio appartenente al secolo scorso. Oggi la compagnia continua a promuovere lo spirito e l’ingegno di Martha Graham abbracciando una nuova visione di programmazione che mette in mostra i capolavori di Graham insieme alle opere di recente commissionate ad artisti contemporanei ispirate all’eredità della Graham con programmi che uniscono il lavoro di coreografi di ogni epoca all’interno di una ricca narrazione storica e tematica. La Compagnia sta lavorando attivamente per creare nuove piattaforme per la danza contemporanea e molteplici punti di accesso per il pubblico.
In merito Janet Eilber, attrice e direttrice artistica della Compagnia, si è espressa in questi termini: “Circa dieci anni fa ci siamo chiesti chi saremmo diventati senza Martha Graham. Dopo la sua morte (nel 1991 n.d.r.) abbiamo attraversato tutti una fase di introspezione in cui ci siamo chiesti cosa saremmo stati in grado di offrire al pubblico e perché il pubblico sarebbe dovuto venire a vederci. Quindi, ho spiegato ai membri della compagnia che, sebbene debbano seguire una mappa coreografica già scritta molti anni fa, hanno il compito di trovare la chiave d’accesso alle loro emozioni, di farle emergere e di riversarle nel proprio lavoro proprio come Martha voleva che agisse ogni ballerino”.
Dopo un tour nazionale e internazionale, iniziato a novembre 2025, la Martha Graham Dance Company approderà in Italia a maggio 2026.
Dopo cinquantuno anni dalla sua ultima apparizione a Venezia la compagnia sarà ospite tra il 6 e il 10 maggio al Teatro La Fenice, mentre il 12 maggio sarà al Teatro Comunale di Modena. Il programma previsto per il centenario si concentra sulle opere psicologiche di Graham, sui suoi poliedrici personaggi femminili e sulla sua lunga collaborazione artistica con il celebre artista visivo Isamu Noguchi. In scena tre creazioni originali del repertorio di Marta Graham: Diversion of Angels (1948), Lamentation (1930) e Chronicle (1936) affiancati da Imagine, una nuova produzione con un brano musicale di Leonard Bernstein recentemente scoperto, arrangiato da Christopher Rountree e firmato dalla coreografa Hope Boykin, due volte vincitrice del Bessie Award e danzatrice per oltre vent’anni con l’Ailey American Dance Theater. ⬢
BIBLIOGRAFIA: Piccione, Caterina (2022). «In noi scorre un sangue millenario, con i suoi ricordi». L’autobiografia di Martha Graham come forma della poetica. Danza e Ricerca. Laboratorio di Studi, Scritture, Visioni, 14 (14), 91–108.
MARTHA GRAHAM SCHOOL
La più antica scuola di danza professionale degli Stati Uniti, sarà presente alla XXI edizione di Expression International Dance Competition
Appena un anno dopo la nascita della Compagnia, Martha Graham fonda la Martha Graham School che è l’unica scuola a concentrarsi principalmente sulla tecnica e sul repertorio della sua fondatrice. I corsi sono condotti da docenti che sono membri attuali o ex membri della Martha Graham Dance Company e che si sono formati con la stessa Martha Graham o con i suoi allievi di prima generazione. I ballerini che hanno studiato alla Graham School hanno intrapreso carriere di danza professionistica con la Martha Graham Dance Company, la Paul Taylor Dance Company, la Jose Limón Dance Company, il Buglisi Dance Theatre e la Battery Dance Company, oltre che a Broadway e con altre compagnie in tutto il mondo.
In occasione del Concorso internazionale Expression International Dance Competition la direttrice della scuola, Ashley Brown, consegnerà due prestigiose borse di studio che copriranno tutti i costi: una a livello adulto (OVER) e una a livello giovanile (JUNIOR) nell’ambito del Teens Summer Intensive che si svolgerà a New York a luglio 2026.
Ashley Brown è consulente presso la Juilliard School nella divisione K-12, in precedenza è stata coordinatrice di danza K-12, istruttrice di danza alle scuole superiori e responsabile del 9° anno presso la rete Prospect Schools Charter. Ha collaborato con Shining Light, un’organizzazione che organizza workshop sull’impatto delle arti nelle strutture carcerarie. Nel 2019 ha coreografato e messo in scena “BARS: You See Boundaries, I See Freedom” per TEDxColumbiaUniversity. Tra i suoi altri riconoscimenti, la direzione artistica della produzione Off Broadway di “PRINZE: The One Man Show” allo Sheen Center di New York e la regia di BT Dance per 8 stagioni. Nel 2020 ha aperto una società di gestione della produzione, Heartworks Productions.