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Leap Of Dance Academy: da Lagos al resto del mondo in punta di piedi

Leap Of Dance Academy: da Lagos al resto del mondo in punta di piedi

In un mondo caratterizzato dal classismo nei diversi ambiti, dalla gerarchizzazione dei ruoli e dalla ghettizzazione etnica, piccoli miracoli concedono a noi il privilegio di ricredere, ripensare, ridisegnare. Quotidianamente abbiamo la possibilità di assistere sempre a questi piccoli miracoli, abbiamo la possibilità di comprenderli o no ed è qui che dobbiamo focalizzare l’attenzione. Dobbiamo concentrarci e cominciare a capire che nell’abisso di informazioni condivise sui social, “un battito d’ali” nella nostra vita, potrebbe dare il via ad una serie di eventi unici.

Ogni giorno, ogni persona può essere un miracolo; ogni giorno ogni persona può riscoprire il valore di una parola, di un gesto, di un talento, di un’idea, di un progetto. Sta a noi rendere questo piccolo miracolo fruibile o meno, condividendo un sorriso, un paesaggio, un progetto o una semplice danza. Nella condivisione abbiamo oggi uno strumento davvero potentissimo, un gesto immediato, talvolta banale, molto spesso ben pensato, ma il più delle volte, impulsivo e, quasi sempre, sottovalutato. Un gioco, un’idea, ed eccolo lì, quel piccolo miracolo che, se condiviso, può creare un’onda, ripercussioni, conseguenze ed, in alcuni casi, un futuro.

Il piccolo miracolo, nella condivisione, ha trovato il modo di cambiare non solo una vita, forse addirittura un movimento, quello della danza in Africa.

Parliamo di danza, noi che quotidianamente cerchiamo nuove vie per dare spazio e voce a quest’arte, un’arte che spesso si ritrova nei sogni di giovani provenienti da ogni angolo di questo pianeta. Purtroppo però, anche in quest’arte, ritroviamo le ghettizzazioni caratterizzanti tutte le sfere della società. Oggi più che mai, in questo difficile momento storico, dove la lotta fra poveri e la lotta di classe hanno ripreso piede nelle società occidentali, il punto di vista eurocentrico sul mondo sembra l’unico valorizzato dai media. 

Proprio partendo da questo presupposto e in un contesto dove la danza classica, la danza accademica dell’alta borghesia, è collegata a disciplina, ordine e rigore, difficilmente riusciremmo ad immaginarla in un continente come l’Africa, un continente sconosciuto ai più, ancora visto come povero, selvaggio e caratterizzato da danze tribali e ritmi tamburellanti. 

Difficile immaginare nel bel mezzo dei palazzi della città più popolosa d’Africa, la nigeriana Lagos, la nascita di un piccolo miracolo o forse sarebbe meglio definirla una piccola “etoilè”. 

In una stanza della casa di un insegnante autodidatta, Daniel Owoseni Ayala, nasce nel 2017 un’Accademia, la Leap Of Dance Academy. Daniel, appassionato di danza classica, decide di mettere a disposizione di giovani del quartiere la sua arte, senza chiedere nulla in cambio, se non passione e ambizione. Le difficoltà economiche in Nigeria (come nella maggior parte dei Paesi africani) non mancano, ma un’altra cosa non manca, la voglia di fare. La Nigeria oggi è una culla di start-up, tanti sono i giovani che, anche senza strumenti, si pongono con creatività nei confronti delle proprie sfide, e Daniel è uno di questi. È storia di questi ultimi mesi, la condivisione del suo piccolo miracolo. Un paio di mesi fa ha infatti deciso di utilizzare i social della scuola per mostrare il talento dei suoi piccoli danzatori e, in particolare, ha deciso di mostrare un suo allievo che danzava felice sotto la pioggia. A piedi scalzi, come noi europei continuiamo ad immaginare i poveri del continente nero, ma non in una danza rituale a favor di camera, bensì in splendide pirouettes. 

Il video della danza sotto la pioggia di Anthony, giovane ballerino di 11 anni, in pochissimi giorni ha viaggiato virtualmente per tutto il mondo e ha catturato l’attenzione dei più, non solo per il talento, innegabile, ma per le condizioni sfavorevoli, che hanno messo in evidenza la dedizione, la passione e il portamento del ballerino. In quel Paese, sebbene sia ricco di contraddizioni, abbiamo avuto dimostrazione che la disciplina e la danza dell’alta borghesia non possono e non devono essere prerogative di una classe: la danza è per tutti, professionisti o semplici amatori, in Europa, come in Africa. 

Questo video ha colpito ed ha fatto il giro di tutti i continenti, ha aperto uno spiraglio per cominciare a ripensare, ridisegnare l’idea di danza nel mondo. 

Daniel, grazie alla condivisione, ha dato visibilità a se stesso e alla piccola Accademia, ha portato tante donazioni e borse di studio per Anthony ed i suoi compagni.

Daniel ha condiviso cercando di comunicare al mondo intero “il valore dell’educazione della danza”, ha voluto mostrare anche ai vicini di casa che si domandavano cosa stesse facendo, che la danza non è solamente bella o brutta, tecnica o goffa, ha voluto far capire che per questi giovani interessarsi alla danza può significare molto al di fuori della sala e che avrebbe di certo portato effetti positivi nella loro vita.

Daniel, nella sua condivisione del piccolo miracolo, ha voluto anche sottolineare il grande percorso dei suoi alunni, nonostante spazi e strumenti non propriamente adeguati. Ora il mondo ha aperto gli occhi e grazie alle numerose donazioni Daniel potrà finalmente costruire una scuola adeguata, con condizioni ideali per sviluppare un progetto non per pochi, un progetto che darebbe un futuro alle nuove generazioni, regalando un sogno. Così questo giovane insegnante autodidatta, dopo aver compreso l’impatto del suo ruolo di insegnante nella vita dei suoi allievi, sta ora nutrendo la loro speranza.

 

 

© Expression Dance Magazine - Ottobre 2020

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Copertina Giuliano Peparini

 

 

 

 

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