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L'anatomia esperienziale in movimento si "racconta" al saggio

L'anatomia esperienziale in movimento si "racconta" al saggio

Prove generali del saggio. 10 minuti di tempo per la prova spazio e per una prova della coreografia.  Sicuramente è una sensazione che tutti i colleghi che insegnano conoscono: 16 bimbi entrano sul palco per la prima volta, le luci sono basse e non si vedono bene i loro volti ma si sentono nitidamente le voci… "Maestra aiuto! Il palco è in discesa”; i bambini incominciano ad agitarsi e il tempo a disposizione è veramente poco...

Prima di proseguire nel racconto, una piccola premessa: i miei bimbi e i miei ragazzi frequentano i corsi di Danzare ConTATTO dove lavorano con l'anatomia esperienziale in movimento ricercando la percezione corporea, la postura in modo dinamico, l'ascolto del corpo nello spazio e del corpo in relazione agli altri. La musica e la danza sono degli strumenti che vengono utilizzati per questa ricerca ma non sono l'obiettivo principale. Il muoversi sul palco per molti di loro è una esperienza unica e nuova.

Ma torniamo al momento della prova spazio. 

Sento che devo trovare una soluzione efficace e immediata che mi permetta di tranquillizzarli e rendere super efficaci questi pochi minuti... Il mio cervello è ancora alla ricerca di una soluzione quando sento la mia voce che con tono calmo e rassicurante dice: “Bambini ricordate il lavoro fatto sullo spazio, quando vi chiedevo di stendervi a terra e di rotolare nella sala per sentire lo spazio con tutto il corpo? Ricordate che c’era un'unica regola? Di prestare attenzione ai compagni!! (Il gruppo è formato da bimbi di diverse età e ci sono bimbi con alcune difficoltà motorie). Subito chiedo loro di stendersi al pavimento di ascoltarlo con la parte del corpo che appoggia e di rotolare piano piano per appoggiare parti diverse del corpo.

Questo movimento, se fatto ad occhi chiusi, crea informazioni al cervello attraverso il contatto della pelle col suolo e all'apparato vestibolare. Tutto ciò andrà ad agire sulla propriocezione, sull'equilibrio e sulla postura.

Questa attività è di grande utilità per tutti ma in particolare per i bimbi che all'interno del gruppo presentano problemi ad alcuni distretti corporei causati da difficoltà incontrate durante il parto.

Magicamente sento i bimbi sorridere e rotolarsi sul pavimento grazie ad un’esperienza che conoscono molto bene e la paura viene sostituita da voci giocose.

Dopo qualche minuto chiedo loro di andare dietro le quinte nelle posizioni di partenza per incominciare a raccontare la fiaba che avevamo creato per lo spettacolo.

La musica parte ed escono dalle quinte con padronanza dello spazio e incominciano a muoversi portando a termine nel loro miglior modo il lavoro che avevamo preparato.

A questo punto ero certa che al momento dello spettacolo vero e proprio avrebbero dato il loro miglior contributo per la riuscita del loro pezzo.

Detto questo mi piacerebbe fare un passo indietro e provare a raccontarvi come ho preparato i due gruppi di Danzare ConTATTO (bimbi e grandi) al saggio finale.

Dovete sapere che il ‘gruppo dei grandi’ è composto da ragazze che fanno danza da anni, ma anche da allieve principianti, mosse dal desiderio di fare esperienza e conoscenza del proprio corpo per superare attacchi di ansia o di panico (queste ragazze integrano il lavoro corporeo con un percorso seguito da una psicologa). Sono quindi gruppi eterogenei dal punto di vista dell'età e dei bisogni ma omogenei per quanto riguarda la ricerca del movimento e del benessere.

Il titolo della FIABA che abbiamo creato è GIOCO CON LO SPAZIO.

"La Terra è stata conquistata da una regina dello spazio e con il suo supercomputer di bordo vuole gestire l'intero Sistema Solare e trasformare gli umani in nano macchine”.

In questo contesto tutto è digitale e la tecnoliquidità rischia di trasformarci in "nanomacchine": i movimenti diventano più automatici e il corpo più rigido con variazioni importanti di postura...

...ma una goccia di acqua inceppa gli ingranaggi e gli umani incominciano a toccarsi.

L'acqua rappresenta la vita, la vitalità, il movimento e il contatto; educa a percepire i propri confini e quelli degli altri (proprio per agire su questi obiettivi sono stati proposti laboratori mirati al contatto a coppie e ‘rotolamenti’ tra di loro).

Quando la regina si accorge della trasformazione ordina ai suoi robot di gettare una rete e bloccarli. I bambini trovano un varco nella rete e giocando provano a riconquistare la Terra.

Si tratta di una metafora importante in quanto in questo modo li si vuole educare a cercare sempre una soluzione e, giocando, a trovare e ricercare nuovi e propri spazi.

La regina fa un incantesimo e li porta in un luogo segreto. I bambini si bloccano sul palco creando una forma rigida e i robot li portano via.

La folletta dei boschi con il suono del suo  violino richiama tutte le donne della Terra perché sciolgano dall'incantesimo i bambini affinché rappresentino il futuro.

Sul palco quindi entrano le ragazze grandi.

L'albero sul tappeto volante indica la prima prova che consiste nel superare le proprie OMBRE.

Marianna suggerisce come connettersi per superare la seconda prova. Le stelle indicano come creare una nuova rete e il millepiedi mostra l'ultima prova.

La regina dello spazio, dunque, guidata dal Grande Cuore decide di non volere conquistare la Terra ma di volerla conoscere.

 

La fiaba racchiude e rappresenta tutto il lavoro svolto durante l'anno attraverso laboratori di anatomia esperienziale in movimento alla ricerca di sensazioni nella dimensione fantastica e alla ricerca di nuove comunicazioni verbali e corporee con gli allievi.

La fiaba ci aiuta con la sua struttura ad individuare le difficoltà e ci indica anche come poterle superare. In questa ricerca ed elaborazione abbiamo stimolato il benessere psico-fisco di grandi e bambini.

"Le fiabe sono l'espressione più pura e semplice dei processi psichici dell'inconscio collettivo. Per l'indagine scientifica dell'inconscio esse sono di grande valore e rappresentano gli Archetipi nella forma più semplice. Le fiabe ci offrono i migliori indizi per comprendere i processi che si svolgono nella psiche collettiva". (cit. Le fiabe interpretate di Marie Louise vin Franz).

“Superare le proprie ombre aiuta a superare l’ansia e la paura. I laboratori proposti hanno creato una connessione interna con il proprio corpo ed esterna con i compagni per dare il via ad una nuova rete. Tutto deve passare attraverso il cuore e il desiderio di conoscere”.

Questi laboratori sono rivolti a chi studia danza perché aiutano a sostenere e migliorare la tecnica, in quanto i ragazzi hanno maggiori informazioni a livello propriocettivo e migliorano le informazioni corporee. Ma, in verità , sono indicati anche ai bimbi o adulti che si apprestano a fare qualsiasi attività fisica perché aumentano la conoscenza del proprio corpo e la percezione di sé nello spazio, migliorando anche la relazione con gli altri poiché attivano e sostengono una adeguata postura.

Finale della fiaba

Le ragazze si fermano in una posizione in ginocchio, i bimbi entrano e si fermano ciascuno davanti ad una di loro: si guardano dritti negli occhi. Piano piano le coppie che si sono formate escono. Rimangono in scena un bimbo ed una bimba che si guardano negli occhi.

Guardarsi negli occhi educa ad una attenzione profonda di sé e dell'altro.

 

 

Note sull'autrice:

Rita Valbonesi Osteopata, fisioterapista, insegnante di danza, insegnante di yoga, yoga educational e yoga wellness, collabora da anni con l’IDA come docente. Ha frequentato seminari di anatomia esperianziale con Jader Tolja e sta studiando Body-Mind Centering.

Il 9 e il 10 febbraio 2019 e il 9 e il 10 marzo 2019 sono in programma due laboratori di Anatomia Esperienziale in Movimento; il primo weekend è dedicato ai bimbi ed è intitolato “La scatola dei colori che danzano”, mentre il secondo è rivolto agli adulti, "Allineamento dinamico e movimento fluido: i tre pesi del corpo e i fluidi". Maggiori info a questo link >

 

Fotografia di Daniele Casadio

 

© Expression Dance Magazine - Dicembre 2018

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