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Veronica Peparini: una donna e una passione chiamata danza

Veronica Peparini: una donna e una passione chiamata danza

 

Veronica Peparini inizia a danzare all'età di 11 anni insieme a suo fratello Giuliano il cui grande talento ha da sempre rappresentato per lei una fonte di ispirazione per  seguire e raggiungere le sue qualità tecniche. Veronica ha realmente intrapreso la sua “strada maestra” intorno ai 18 anni quando superò brillantemente le audizioni per entrare a far parte del corpo di ballo di Domenica in,  un periodo storico della televisione italiana in cui esistevano corpi di ballo formati da ballerini che possedevano solide basi di danza classica. Tuttavia la sua più importante occasione lavorativa si presenta quando Luca Tommassini la porta con sé nella tournée europea e mondiale di Kylie Minogue, a seguito della quale stabilì  per diversi anni la sua dimora a Londra. Dopo questa lunga esperienza all’estero come ballerina,  nasce in lei il desiderio di tornare in Italia dove scopre di avere un naturale talento  insegnante. Da questo momento  inizia a creare le sue prime coreografie con i suoi stessi allievi, trasformando la coreografia in una delle sue principali passioni professionali. 

 


Veronica Peparini sarà a Campus Dance Summer School a Ravenna dal 10 al 14 luglio 2020

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Veronica Peparini arriva a Ravenna dopo mesi di intenso lavoro dedicati al nuovo  programma ideato da Maria de Filippi Amici Celebrities. Cominciamo la chiacchierata dopo che Veronica ha preso un buon cappuccino che, come ha confessato in un’altra occasione, è una di quelle cose che non deve mai mancare nel suo camerino.

Veronica in che modo è cambiata la danza in Italia rispetto ai tempi in cui c’erano i corpi di ballo in televisione e il varietà andava per la maggiore?

Quel genere era molto bello e ricco ma è ormai morto. I ragazzi di oggi quando guardano un programma televisivo devono recepire più e diversi stimoli e questa necessità si riflette anche nelle coreografie: è importante  proporre qualcosa che lo coinvolga con un linguaggio sicuramente più attuale. Ecco perché, soprattutto nelle puntate serali di Amici, si propongono coreografie e pezzi di danza con messaggi che coinvolgano i giovani d'oggi a tutto tondo.

E oggi invece in che modo la danza può dare qualcosa ai giovani attraverso la televisione?

Amici è un programma longevo che va già in onda da 17 anni e io sono insegnante e coreografa della scuola dal 2013. In questi anni credo che siamo riusciti a lanciare un messaggio positivo anche concentrandoci su diversi generi e discipline per arrivare a trasmettere una vera e propria  passione.

Le possibilità che vengono date agli allievi della scuola hanno lo scopo di evocare nei giovani spettatori il sogno di essere anche loro protagonisti delle future edizioni del programma; in tal senso gli allievi di Amici diventano un punto di riferimento costante, una possibilità, una speranza. Per questo e per molti altri fattori, Amici è un programma che riesce ancora a dare molto, rinnovandosi ogni anno, dando nuova linfa alla presenza della danza in televisione, creando qualcosa che prima non esisteva. 

Nel tempo il programma ha incrementato la qualità dei suoi contenuti anche grazie alle coreografie create per il serale da mio fratello Giuliano; una qualità che si riflette in generale nella ricerca di in un più alto livello della danza in tutti gli altri contesti televisivi e non.

E tu come insegnante e coreografa cosa pensi di aver apportato ad Amici?

Devo dire che anche io nel mio piccolo lavoro già da tempo per portare qualcosa di nuovo grazie alla mia esperienza, lavorando con i ragazzi sempre con nuovi stimoli e nuove  coreografie. Nella creazione delle mie coreografie do' tutta me stessa con il mio bagaglio di esperienze e ad oggi aggiungo anche un mix di hip hop, e questo devo dire che mi piace molto. Le prove poi sono un momento di condivisione in cui posso mostrare il mio livello artistico per trasmetterlo in pratica ai ragazzi più desiderosi di imparare. 

A chi si vuole approcciare al mondo della danza in televisione cosa consigli? Credi sia importante partecipare ad un talent per un ragazzo del secondo millennio?

Consiglio di studiare con calma, perché oggi va tutto troppo veloce, e di studiare tutto con tutti gli insegnanti possibili, ampliando così le proprie vedute artistiche, alla ricerca della propria “strada maestra”. Il mio consiglio è di ricercarsi e di studiare sempre quelle che sono le basi; anche quando ricerchi altre cose è sempre necessaria una base solida in tutte le discipline ed è importante avere una consapevolezza del tuo stile, del tuo essere, perché da lì puoi ampliare e spaziare in altri campi.

Il corpo serve per la ricerca e l’espressione: più sviluppi qualcosa di nuovo più ti concentri su quello che sai. Ecco perché è importante studiare e carpire quanti più segreti possibili da ogni insegnante che incontri nel tuo percorso. 

Passare per il talent è sicuramente una scelta strettamente personale, tuttavia se un ragazzo decide di partecipare e frequentare la “nostra” scuola lo deve fare solo con un’ottica di miglioramento e avere la possibilità di andare in altre direzioni che ti permettono di scoprire il tuo corpo in maniera diversa. 

Negli anni Amici ha dimostrato di essere un programma di qualità sempre crescente che segue costantemente gli allievi che ne fanno parte sia nel periodo vissuto all'interno della scuola sia nel periodo che sussegue la fine del programma. Amici è una scuola a tutti gli effetti ed è un percorso serio condotto da professionisti di alto livello e di grande attualità, in cui è stata inserita anche molto ricerca, e il cui impegno è di dare un futuro ai ragazzi anche una volta conclusa l’esperienza televisiva, lontana dai riflettori.

Comunque oggi, talent o non talent, penso che si passi troppo spesso dall’essere allievo ad essere insegnante e questo non è certamente formativo perché il passaggio è decisamente troppo veloce. Nella realtà di un ballerino bisogna infatti darsi un tempo per ballare professionalmente e successivamente prepararsi ad insegnare con un proprio nuovo “modo”… se manca questo passaggio come docente non si riuscirà a lasciare nulla di consistente ai propri allievi. Esistono sicuramente le eccezioni a questa regola: si tratta delle persone che hanno un talento davvero speciale nel saper insegnare,  ma  questi sono assolutamente casi rarissimi.

Cosa pensi invece dei “soliti” detrattori nei confronti dei talent?

Che non bisogna pensare che il lavoro che si visiona durante la puntata televisiva, specie nella versione serale, si concretizzi alla singola puntata. Durante la settimana c’è un lavoro di preparazione, di “cesello” molto intenso, perché i ragazzi devono studiare anche dieci differenti coreografie a serata e spesso anche in stili diversi che non sono tanto nelle loro corde … non è così facile!

E infine… una curiosità. Come trascorri la tua “giornata tipo” quando sei coinvolta nel programma? 

Quando lavoro per Amici la mia vita è dedicata al programma televisivo dalla mattina alla sera. Crei coreografie e non riesci a fare altro, quindi l’insegnamento lo pratico solo all’interno della scuola televisiva e qualche volta con dei workshop esterni come quello ha organizzato Ida oggi, ma per questi il tempo è sempre meno.

Inoltre nei miei impegni di quest’anno si è aggiunta anche la nuovissima edizione di Amici Celebrities che è stata una bella esperienza anche se c’è stato un approccio diverso da quello che applico con i consueti allievi. Le “celebrità” sono state brave a mettersi in gioco.

Ho osservato Veronica Peparini insegnare realmente “ la passione”, quella stessa passione  che già mi aveva espresso attraverso le sue parole e che si evince dai suoi occhi vividi mentre spiega  ai ragazzi e dispensa loro consigli preziosissimi. Tra le tante pillole di crescita professionale gli ha spiegato che, oggi più che mai, bisogna differenziarsi e che ci sono milioni di cose da condividere oggi, ma solo alcune di queste sono possibili: è la musica che fa muovere il corpo e solo alcuni elementi sono possibili con la musica prescelta e con i movimenti coreografici che, durante il workshop IDA, ha proposto ai ragazzi. Il divenire è in mezzo e il tutto deve diventare fluido perché nella coreografia non ci sono pezzi separati, altrimenti non può essere forte e incisiva per chi la guarda: “ non bisogna farsi “mangiare” dalla coreografia, bisogna entrarci dentro. la coreografia deve diventare sempre più forte; una vera e propria storia in modo  fluido crea e racconta la diversità!”.

Saluto Veronica e penso alla sua umiltà quando ammira una lezione di hip hop dei suoi piccoli ballerini e ancora quando rimane in ultima fila insieme a loro per scaldarsi e provare una nuova coreografia. Da quella sera non l’ho più vista solo come un “personaggio televisivo”, una famosa coreografa e una insegnante appassionata, diretta e giusta, ma soprattutto come una donna, una di noi, con un lavoro che ama e porta avanti con una passione viscerale, un amore accanto (che ormai non è più una sorpresa) e una vita familiare con due figli da gestire tra mille impegni.

 

 

 

© Expression Dance Magazine - Dicembre 2019

 


Veronica Peparini sarà a Campus Dance Summer School a Ravenna dal 10 al 14 luglio 2020

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