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I consigli di Kledi: 10 idee originali per il saggio di danza

I consigli di Kledi: 10 idee originali per il saggio di danza

Danzatore, coreografo, artista completo, Kledi Kadiu è noto ai più come lo storico ballerino di “Amici”. In qualità di docente di Modern a Campus Summer School 2018, la scuola estiva di IDA, ha portato le sue coinvolgenti coreografie nelle sale del Centro Studi ‘La Torre’ di Ravenna il 13 e il 14 luglio. Abbiamo approfittato dell’occasione per chiedere a Kledi 10 preziosi consigli per preparare un saggio di danza in modo da renderlo un momento speciale.

Nato in Albania nel 1974, Kledi ha sempre avuto la passione per la danza, diplomandosi all'Accademia Nazionale di Danza di Tirana ed entrando subito a far parte del Corpo di Ballo del Teatro dell'Opera di Tirana dove ricopre ruoli solistici in importanti opere di repertorio. Ottenuta un’ottima preparazione tecnica, nel 1993 si trasferisce in Italia, dove si fa notare per le sue doti artistiche, in primis dal maestro Carlo Palacios che lo avvia alla carriera televisiva nel 1996. Dopo appena un anno è già primo ballerino in programmi di fama nazionale come “Buona Domenica”, “C'è posta per te” ed “Amici” di Maria De Filippi, dove avviene la sua vera e propria consacrazione: collabora per ben 16 anni, prima come ballerino professionista e poi come docente. Non ha mai abbandonato il teatro, sua prima e vera passione, continuando a danzare come solista in importanti Gala e spettacoli: “Non solo bolero”; "Giulietta e Romeo" di Fabrizio Monteverde; “Contemporary Tango”; “La Prima Volta, Hera e Pare”, gala ideato da Kledi Kadiu e Anbeta Toromani, interpretato dai 10 più famosi e rappresentativi ballerini albanesi nel mondo. Preparazione, costanza e determinazione lo portano alla piena maturazione artistica, diventando un’icona del mondo della danza e non solo. La sua carriera si completa con esperienze diverse: produzioni televisive e cinematografiche, fino a divenire un vero e proprio divulgatore dell’arte coreutica nel programma “Step - Passi di danza”, ospitando importanti testimonianze in tv sia dal mondo del classico che del contemporaneo, anche a livello mondiale. Ha ricevuto svariati Premi e Riconoscimenti, tra cui il “Premio Internazionale di Cultura Re Manfredi” per il suo contributo alla danza. Attualmente è impegnato nella divulgazione dell’arte della danza: un numeroso pubblico di allievi e professionisti, come nel caso di Campus Summer School, segue le sue lezioni, dove Kledi trasmette non soltanto la tecnica, ma anche il proprio bagaglio culturale e professionale, diventando un vero e proprio riferimento per molti ballerini e insegnanti.

 

Kledi, sulla base delle tue esperienze, quali suggerimenti daresti a chi deve preparare un saggio di danza?

1. Il primo consiglio che posso dare è sicuramente quello di creare una coreografia adatta agli allievi, in modo da valorizzare le loro doti e qualità personali. È importante tenere sempre presente innanzitutto chi andrà a eseguire il saggio. 

2. Altra cosa molto importante è la scelta musicale: non è semplicemente un accompagnamento. In alcuni momenti in cui la musica deve emozionare il pubblico, enfatizzando i movimenti di chi danza

3. Nelle coreografie è fondamentale coordinare entrate e uscite, in modo che tutti gli allievi abbiano lo stesso tempo di visibilità. Questo fa piacere non solo a loro, ma anche ai genitori e soprattutto si possono esaltare le singole qualità. Non sempre è funzionale tenere tutti gli allievi di un corso in scena, in particolar modo se si hanno gruppi molto numerosi. Meglio invece suddividerli, dando il giusto spazio a ciascuno.

4. Tenere presente anche il piano luci per realizzare effetti scenici che contribuiscano a ottimizzare la coreografia creata. Se il saggio di fine anno sarà, ad esempio, in teatro è sempre utile pensare in anticipo che con determinate luci si possono creare degli effetti di scena molto belli, che aiutano la riuscita finale.

5. La scelta del costume è importante! Non bisogna per forza eccedere, a volte l’opzione più semplice è anche la più elegante. Per i più piccoli consiglierei colori accesi, assolutamente da evitare il nero.

6. Durata: evitare saggi troppo lunghi! Altra cosa da considerare è quella di non fare pezzi coreografici dalla durata eccessiva. I saggi di 4 ore non sono funzionali: uscito da teatro il pubblico si ricorderà solo di quanto è stato lungo il saggio piuttosto che delle coreografie. 

7. Curare i particolari, non trascurare nulla, anche ciò che apparentemente sembra di minore rilevanza. Questo darà sicurezza ai bambini più piccoli e contribuirà ad insegnare loro che tutto conta sul palcoscenico, anche il minimo dettaglio.

8. Utilizzare un tema semplice, lineare, con un senso logico e creativo: è importante che il soggetto della storia sia chiaro e coerente.

9. Coinvolgere anche i più piccoli: evitare di lasciare i corsi di bimbi dietro alle quinte. Anche se il livello di chi è alla prima esperienza non sarà sicuramente al pari delle altre fasce d’età, è importante non lasciarli in disparte, ma dare loro un minimo spazio.

10. La musica per il finale: di solito consiglio di riproporre o una musica che è stato un tema ricorrente nel saggio (se abbiamo portato rivisitazioni di repertorio classico) oppure un brano che sia stato emozionante. Sicuramente non deve essere troppo triste, anzi ritmata e coinvolgente, perché il finale è importante ed è comunque la conclusione di un anno di percorso. Se si sceglie un pezzo extra, non utilizzato durante il saggio, opterei per qualcosa di riconoscibile e preferibilmente attuale.

 

 

© Expression Dance Magazine - Agosto 2018

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