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Redazione IDA

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Anche per il prossimo anno scolastico sarà possibile frequentare corsi IDA che hanno ricevuto il riconoscimento dal MIUR dalla direttiva ministeriale 21/03/2016 n. 170 con delibera dell'Ufficio Scolastico Regionale per l'Emilia-Romagna in data 21/10/2020 Prot. 18744.

Nell'elenco sono presenti 12 corsi in presenza. Si specifica che il riconoscimento è valido per i corsi programmati nelle città di Ravenna e Bologna, come indicato di seguito. Qualora non fosse possibile svolgere i corsi in presenza a causa delle direttive contro la diffusione del Covid-19, i corsi saranno svolti in diretta live.

Inoltre sono stati riconosciuti anche 2 corsi online.

Elenchiamo di seguito i codici identificativi dei corsi:

 

CORSI  IN PRESENZA

 

ID 51991 INSEGNANTE DI MODERN -RAVENNA - BOLOGNA

ID 51993 CORSO DI PROPEDEUTICA DELLA DANZA CLASSICA - RAVENNA

ID 51994 INSEGNANTE DI DANZA CLASSICA - RAVENNA

ID 51995 CORSO DI PROPEDEUTICA DI MODERN JAZZ - RAVENNA

ID 51997 CORSO DI ANATOMIA ESPERIENZIALE - RAVENNA

 

ID 51789 INSEGNANTE DI YOGA

ID 51791 CORSO DI YOGA PER BAMBINI - RAVENNA

ID 51969 YOGA INTENSIVO - RAVENNA

ID 51963 YOGA DYAMIC SCHOOL - RAVENNA E BOLOGNA

ID 51984 PILATES MATWORK BASIC - RAVENNA E BOLOGNA

ID 51977 PILATES ADVANCED TRAINING - RAVENNA E BOLOGNA

ID 51976 PILATES REFORMER - RAVENNA E BOLOGNA

 

CORSI  ON LINE

 

ID 51932 INSEGNANTE DI MODERN ON LINE

 

ID 51922 PILATES MATWORK BASIC ON LINE

Tutti i corsi in elenco possono essere acquistati con la “Carta del docente”. 

Per iscrizioni contattare la segreteria alla mail formazione@cslatorre.it 

 

 

 

 

 

Nasce una nuova collaborazione tra IDA e l’Avv. Martinelli, certamente uno dei massimi esperti nel settore della consulenza legale/fiscale legata al mondo dello sport.

Non è sempre semplice districarsi fra le norme per capire quale sia la scelta migliore in ogni singola situazione e quali siano le modalità per attuarla.

Per questo motivo IDA in collaborazione con lo studio Martinelli-Rogolino attua una sinergia che si realizza con la possibilità di avere una videoconferenza privata dove il tecnico o la scuola/associazione potrà porre all’Avv. Martinelli la propria situazione per avere le indicazioni più funzionali al suo caso (statuto, contratti, ripresa dopo la chiusura, scelte societarie, ecc).

Il costo del servizio sarà di 170 euro + IVA per i NON tesserati IDA e di 140 Euro + IVA per i tesserati IDA.

Gli interessanti dovranno contattare la segreteria IDA tramite mail (danza@idadance.com) oppure via telefono (0544/34124) per avere tutte le informazioni e per prenotare un appuntamento con il professionista.

Per evitare l'inattività degli allievi delle scuole di danza l'IDA ha proposto la Competizione Nazionale IDADANZA ASI, una competizione per solisti, riservata alle ASD e SSD affiliate con ASI, che si svolgerà online il 20 marzo 2021. La competizione è regolarmente inserita nell'elenco delle competizioni nazionali ASI e per questo motivo, i danzatori iscritti mantengono la possibilità di allenarsi secondo quanto previsto dal DPCM del 3 novembre 2020.

Come vediamo di seguito, le FAQ del Decreto aggiornate al 13 novembre 2020, hanno sciolto alcuni dubbi:

 

Un atleta tesserato per una Società Sportiva, che svolge la propria attività di allenamento in un comune differente da quello in cui risiede, ha la possibilità di spostarsi per raggiungere il comune in cui vengono svolti gli allenamenti?

Per quanto riguarda le regioni a elevata gravità (zona arancione) è possibile spostarsi tra comuni come disposto dall’art. 2 comma 4 lett. b), ovvero “per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi e non disponibili in tale comune”.
Riguardo le regioni a massima gravità (zona rossa), in base all’art 3 comma 4 lett. a), non è consentito lo spostamento tra comuni, ad eccezione degli allenamenti di atleti, professionisti e non, partecipanti agli eventi e alle competizioni di rilevanza nazionale e internazionale previsti dall’art.1 comma 9 lett. e), nel rispetto delle disposizioni previste dalla normativa vigente e dei protocolli delle loro Federazioni sportive.

 

È possibile derogare al coprifuoco nazionale nel caso in cui le sedute di allenamento e/o le competizioni sportive di rilevanza nazionale terminino oltre le ore 22:00?

Si è possibile, poiché in base a quanto disposto dall’art. 1 comma 3, è possibile circolare tra le 22:00 e le 05:00 esclusivamente per comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità ovvero per motivi di salute; la partecipazione ad eventi o competizioni di rilevanza nazionale ovvero agli allenamenti, per gli atleti che vi partecipano, rientra tra le fattispecie previste.

 

In zona arancione un atleta tesserato per una società sportiva, che svolge la propria attività di allenamento in un comune differente da quello in cui risiede, ha la possibilità di spostarsi per raggiungere il comune in cui vengono svolti gli allenamenti, se non rientra tra coloro che si allenano per competizioni di interesse nazionale?

Si conferma che, salvo indicazioni più restrittive disposte a livello locale, nelle zone cd. gialle o cd. arancioni trova applicazione l’articolo 1, comma 9, lettere f) e g), per cui sono consentiti gli allenamenti o le attività sportive all’aperto e nel rispetto del distanziamento e del divieto di assembramento. Per quanto concerne gli spostamenti al di fuori del proprio comune per consentire la specifica attività, si fa presente che l’art. 2, comma 4, lettera b), in relazione alla mobilità nelle cosiddette zone arancioni, specifica che sono consentiti gli spostamenti all’interno del territorio per il rientro al proprio domicilio, nonché (… ) per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi e non disponibili nel comune di residenza.
Pertanto, è possibile lo spostamento all’interno delle zone arancioni per praticare le attività di allenamento consentite in generale dalla norma e nei limiti di quanto previsto dalla citata lettera b) dell’art. 2, comma 4.
Si ricorda che tutti gli spostamenti in zona arancione devono essere giustificati ricorrendo all’uso del modulo di autocertificazione.

 

Per approfondimenti sul DPCM vai a questo link > 

 

Per informazioni sulla Competizione Nazionale IDADANZA ASI vai a questo link>

 

Riprendiamo la notizia pubblicata da Il Sole 24 Ore, che specifica la novità del Decreto Ristori-bis:


"La costituzione del fondo rappresenta una boccata di ossigeno soprattutto per associazioni e circoli che non svolgono attività commerciale e quindi privi di partita Iva. Nel loro caso, infatti, è precluso l’accesso ai ristori del fondo perduto già previsti dal decreto Ristori 1 (Dl 137/2020).

Nell’ottica di fronteggiare la crisi economica degli enti del Terzo settore a causa dell’emergenza Covid-19, lo schema di decreto Ristori-bis stabilisce, infatti, la costituzione del «Fondo straordinario per il sostegno degli enti del Terzo settore» presso il ministero del Lavoro con una dotazione di 70 milioni di euro per l’anno 2021. Il fondo è espressamente destinato a interventi in favore delle organizzazioni di volontariato iscritte nei registri regionali e delle province autonome, delle associazioni di promozione sociale iscritte nei registri nazionale, regionali e delle province autonome e delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale iscritte nell’Anagrafe delle Onlus.


«Sono stati finalmente inseriti - sottolinea ancora Claudia Fiaschi, Portavoce Nazionale del Terzo Settore - nella platea dei beneficiari delle misure di sostegno anche le associazioni e i circoli, inizialmente esclusi perché non in possesso di partita Iva. Si tratta però di un fondo con una dotazione finanziaria probabilmente insufficiente e che chiederemo venga rafforzato”."

 

In allegato un sintesi del Decreto Ristori bis > 

L'IDA, in seno ad ASI Nazionale, propone un’importante iniziativa a supporto di tutte le scuole di danza e i centri colpiti dalle nuove restrizioni del DPCM emanato il 24 ottobre 2020.

Il Decreto nell'art.1 com.9 let. e) dichiara che: "….le sessioni di allenamento degli atleti, professionisti e non professionisti, degli sport individuali e di squadra partecipanti alle competizioni di cui alla presente lettera sono consentite a porte chiuse, nel rispetto dei protocolli emanati dalle rispettive federazioni sportive nazionali, discipline sportive associate ed enti di promozione sportiva”.

Alla luce di questo l'IDA ha pensato di dare un servizio alle scuole che vogliono mantenere in allenamento i propri allievi proponendo il “Competizione Nazionale IDA Danza ASI ” che si svolgerà online.

La competizione è regolarmente inserita nell’elenco attività ASI Nazionale settore Danza, e questo garantisce che tutti i danzatori in preparazione per tale competizione potranno accedere alle strutture delle scuole o centri per svolgere gli allenamenti necessari per prepararsi, esclusivamente a porte chiuse.

Il concorso si svolgerà il 20 marzo 2021 online ed è aperto a tutte le scuole o centri SSD o ASD e a tutti i loro danzatori purché in regola con l'affiliazione IDA/ASI.

ATTENZIONE! La partecipazione alla competizione sarà totalmente gratuita per i danzatori e i centri in regola con il tesseramento IDA/ASI, poiché non vuole essere un’occasione di speculazione economica ma il tentativo di offrire un'opportunità ai nostri Soci IDA fedeli nel tempo.

L'iniziativa ha lo scopo di dare continuità alla didattica e mantenere fidelizzati i propri danzatori, incentivandoli e motivandoli a continuare ad allenarsi sia da remoto online, sia in presenza rigorosamente a porte chiuse con la sola presenza dei propri insegnanti.

Vi raccomandiamo di lavorare in condizioni di totale sicurezza, nel rispetto assoluto delle regole di distanziamento sociale, utilizzo di mascherine dove obbligatorio, sanificazione degli ambienti, delle attrezzature e nel rispetto delle normative vigenti.

A questo link trovate il calendario ufficiale degli eventi e competizioni ASI di interesse nazionale.

 

Per maggiori informazioni vai a Competizione Nazionale IDADANZA ASI >

 

 

 

 

 

Giovedì 29 ottobre alle ore 15 ci sarà una nuova diretta Facebook con L’Avv. Martinelli per chiarire i dettagli del Decreto Ristori e per rispondere in diretta a vostri dubbi e domande.

Il Decreto Ristori, nato con lo scopo di compensare le misure restrittive contenute nell’ultimo Dpcm per contrastare il Covid-19, ha avuto il via libera del Consiglio dei Ministri martedì 27 ottobre.

Quali aiuti economici sono previsti per i centri sportivi e le scuole di danza?

I contributi a fondo perduto vengono distribuiti in base al fatturato e con coefficiente differenziato per tipologia di settore. In conferenza stampa il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli ha affermato che «per i settori chiusi completamente come palestre, piscine, teatri, cinema, l’importo viene raddoppiato», ovvero riceveranno il 200% del contributo previsto in base al fatturato.

Il coefficiente del 200% ricade anche sulle scuole di danza e più in particolare comprende:

 

  • Attività di club sportivi
  • Gestione di palestre
  • Enti e organizzazioni sportive, promozione di eventi sportivi
  • Altre attività sportive nca

 

Secondo quando affermato dal Presidente Giuseppe Conte i ristori a fondo perduto “arriveranno sul conto con bonifico dell'agenzia delle entrate, è il modo più efficace, confidiamo che a metà novembre chi ha aderito alla prima edizione potrà riceverlo, subito dopo anche gli altri

Anche il ministro dell’economia Roberto Gualtieri assicura che il contributo “sarà erogato automaticamente a oltre 300mila aziende che già lo hanno già avuto”.

Chi invece non aveva chiesto il contributo a fondo perduto a primavera con il decreto Rilancio dovrà fare apposita domanda. Dalla domanda saranno comunque esclusi «i soggetti che hanno attivato la partita Iva a partire dal 25 ottobre» le attività cessate prima del 25 ottobre.

Per altre domande o dubbi, partecipate alla diretta con l’Avv. Martinelli sulla pagina Facebook FIF.

A seguito dell'emergenza epidemiologica e delle conseguenti disposizioni di legge che hanno imposto la chiusura momentanea delle strutture sportive ASI ha stabilito, insieme a UNIPOL-SAI che le garanzie della polizza devono intendersi anche per le attività sportive svolte in casa del tesserato sotto forma di allenamento autorizzato da ASI stessa o da associazione affiliata

Ovviamente tale estensione dell'assicurazione si intende valida in caso di attività svolte in casa ma riconducibili a un programma di allenamento personalizzato e inviato al tesserato tramite mail da ASI o società affiliata

 

"In conseguenza dell'ultimo Dpcm che ha deciso la chiusura delle Palestre e delle Piscine - ha spiegato Andrea Polimeno, Agente Generale di UNIPOL-SAI - ho provveduto immediatamente, di concerto con la Compagnia come nel precedente lockdown, ad attivare l'estensione delle garanzie presso l'abitazione dei tesserati, ferma restando la condizione  di aver ricevuto il programma di allenamento dalla Società di appartenenza in data antecedente all'eventuale sinistro".

La precedente esperienza


Già a pochi giorni dall'inizio del lockdown, ASI e UNIPOL-SAI avevano raggiunto un accordo che aveva esteso tutte le abituali coperture legate al tesseramento, alle attività svolte a casa. 

Gli affiliati IDA/ASI si erano potuti allenare tranquillamente in casa godendo della copertura assicurativa per le seguenti attività:

 

  • Ginnastica finalizzata alla salute ed al fitness
  • Esercizi di mantenimento atletico
  • Esercizi di allenamento e riscaldamento per attività di danza ed arti marziali
 
Tutto possibile chiedendo alla propria associazione un programma di allenamento

 
 

 

 

 

 

Il danzAutore rigetta il codice classico e quello modern proponendo un’originale costruzione di segni che è spesso sintesi e rielaborazione di molte delle tendenze che l’hanno preceduta rendendo originale la ricerca e legandola strettamente al proprio io autorale. Per spronare a creare nuovi linguaggi coreografici come danzAutore da Ida, Cantieri Danza, Iscom Emilia Romagna e Centro studi La Torre è stato ideato e organizzato il percorso di alta formazione DanzAutore Contemporaneo, che si è concluso a gennaio dopo un anno di lavoro.

Durante il percorso formativo è stato proposto un lavoro a tutto tondo sull’esperienza coreografica che ha compreso non solo il lavoro sul movimento ma anche sulle luci, le scene, le musiche e l’organizzazione teatrale per stimolare i partecipanti a costruire e sviluppare il proprio processo creativo in un’ottica di scambio e condivisione di saperi, nozioni ed esperienze. In questo senso fondamentale è stato l’apporto dei coreografi docenti che, grazie alla loro singolare cifra stilistica e autorale, hanno aiutato e stimolato gli allievi nella creazione di una propria e originale visione.

Nicola Galli crede “che la condivisione delle esperienze possa favorire la messa a fuoco del proprio percorso e armare i partecipanti di strumenti” e ci racconta: “ho condiviso con gli aspiranti coreografi una serie di pratiche fisiche, strumenti e metodologie che utilizzo personalmente durante le fasi di studio e di creazione. Mi sono concentrato sul processo creativo dei miei spettacoli, analizzando la costruzione coreografica, gli aspetti illumino-tecnici, sartoriali e organizzativi, al fine di offrire alcune delle possibili modalità di lavoro”.

“La mia esperienza di coreografo mi ha portato a far lavorare gli allievi sulla “chiarezza”, sull’esporre e creare dei semplici sistemi coreografici, piccoli esperimenti generati durante il percorso. Quando parlo di “chiarezza” faccio riferimento al cielo stellato che, comunemente, è inteso come meraviglia e perfezione non necessariamente decifrabile (a meno che non si sia astrofisici). Per me è importantissimo che la danza contemporanea oggi si sveli nella sua chiarezza, perché quella chiarezza può portare a creare e determinare il proprio linguaggio personale, a scartare i “fantasmi” di ciò che già conosciamo e di ciò che semplicemente ci piace. Se il risultato coreografico si intorbidisce, dobbiamo necessariamente scartare i materiali che confondono la scena e cominciare a tracciare una necessità che rispetti il meccanismo che ognuno si propone di indagare: questo è stato il processo proposto perché ognuno si interrogasse sulle proprie tensioni autoriali” ci spiega Marco Valerio Amico/Gruppo Nanou 

Paola Ponti della Compagnia Iris: “Con i ragazzi ho affrontato una fetta molto specifica della danza, ovvero le creazioni che nascono da e per spazi non convenzionali. Quindi non per lo spazio scenico tradizionale (il teatro o comunque uno spazio “preparato” per adattarsi al lavoro coreografico) ma al contrario la possibilità di far nascere la propria danza a partire da uno spazio diverso, specifico, come può essere una strada, una piazza, uno scorcio, una stanza. Ho utilizzato esperienze di percezione e lavoro somatico a sostegno dell’esplorazione del movimento e della danza che può nascere dalla relazione tra il proprio corpo e uno spazio specifico. Ho invitato i ragazzi a porre al proprio corpo e a se stessi domande, non per trovare una risposta ma piuttosto per aprire una indagine (in movimento, fatica, prospettica) sulla relazione tra se stessi e quello spazio specifico”.

Per Francesca Pennini di CollettivO CineticO è “importante stimolare strumenti critici e di osservazione prima ancora di trasmettere codici e sistemi di valori. I principi fondamentali sono la consapevolezza, il coraggio di sostenere una scelta personale (sia per un’idea coreografica generale che per l’esecuzione di un singolo movimento, per l’invenzione di una postura), il rigore nel poter stare dentro o rompere con volontà un sistema di regole, la capacità di ascolto della propria visione, gusto, esigenza. Credo sia importante fornire strumenti che funzionano come dispositivi, ovvero creano un terreno di sperimentazione ma non ne plasmano il risultato e credo sia fondamentale saper dare dei feedback non giudicanti, ma acuti e responsabili sia sugli aspetti creativi che su quelli tecnici e valorizzare la diversità senza transigere su scorciatoie semplici. Data l’eterogeneità del gruppo ho fornito uno sguardo trasversale in cui le singole voci non dovevano approssimarsi ad un modello (estetico/poetico/tecnico/interpretativo) ma avere la forza e la lucidità di dichiararsi. Per CollettivO CineticO l’uso di dispositivi di creazione (esempio: il gioco da tavolo cinetico 4.4) è una delle pratiche costanti per cui abbiamo condiviso con il gruppo proprio questi strumenti combinando la pratica fisica a quella creativa (essere autori), performativa (con spettatori a testimoniare la presenza reale) a quella osservativa (essere spettatori e discutere la propria visione)”.

“Per me coreografia è cercare di far comprendere la compresenza dei tanti elementi che si possono vedere al proprio interno, è un processo che inizia dove finisce il perimetro del corpo e deve essere aperta a diverse possibilità di cui ha bisogno il corpo. Credo sia necessaria la percezione del movimento, che il corpo ne sia un suo medium e che il movimento sia una scrittura di immagini che il corpo elabora nello spazio. è importante organizzare il movimento in connessione con il luogo in cui prende forma, con gli altri corpi, il clima, la luce e temperatura, così la coreografia risente di altro, attraversa altro e in ogni rappresentazione si riapre nella ripetizione e si riaprono le coordinate. 

I ragazzi, seguendo un mio training con diverse tecniche, si sono dati molto e hanno trovato le loro soluzioni e declinazioni nella vastità del movimento pur nella eterogeneità del gruppo” ci racconta Simona Bertozzi direttrice artistica di Nexus.

 

 

 

© Expression Dance Magazine - Giugno 2020

 

La danza è tecnica ma è anche fiducia e contatto con l’altro: è “sentire” chi danza vicino a noi ed è creare una sinergia con il gruppo che porta una nuova energia sia al singolo danzatore che a tutto l’ensemble. Questa energia è scaturita nelle sale Ida non da una coreografia di gruppo ma dall’incontro di Luca Tramonti con la sua insegnante, Linda Ricci. 

Luca ha 22 anni ed è affetto da autismo e la danza per questo ragazzo è diventata un nuovo canale per esprimersi perché per Luca comunicare è veramente un compito arduo. La sua malattia infatti fa fatica a farlo entrare in relazione con le altre persone, specie in ambienti che non gli sono familiari. 

Linda Ricci, performer, danzeducatore e insegnante, ha costruito su di lui un percorso mirato e focalizzato solo sulle funzionalità del corpo e si è dovuta confrontare, specie nei primi incontri, con alcune problematiche tipiche dell’autismo (alterazioni della coordinazione motoria, comportamenti ripetitivi e schematismo mentale); ma anche ha capito da subito come qualsiasi corpo abbia un suo canale preferenziale ed è proprio lì che un insegnante può insinuare nell’allievo un nuovo modo per comunicare. 

Giorno dopo giorno, lezione dopo lezione, Luca si è affidato completamente a Linda e il dialogo tra insegnante e allievo in questo percorso non arriva, come accade nelle lezioni tradizionali, con le parole, ma dimostrando da entrambi le parti una fiducia completa. Chiaramente ci è voluto un po’ perché Luca si calmasse e cominciasse a godere di questo momento dedicato solo a lui; si è dovuto prima sentire a casa con piccole “ancore” create nello spazio e trovare da solo, e non senza difficoltà, un modo per calmarsi ed entrare in una routine che con il passare del tempo ha considerato propria. Luca poi ha anche i muscoli spesso contratti e a volte il suo corpo non reagisce come si vorrebbe; per questo anche una posizione a contatto con la terra, sdraiato, evoca in Luca la caduta o il sonno: va quindi stimolato in modo che il suo corpo ricordi una nuova modalità legata a quella posizione e ad un nuovo punto di vista diverso dalla solita emozione. 

Linda da quando porti avanti il lavoro con Luca e con quali modalità?

Lavoro con Luca da 3 anni ogni settimana per un’oretta. Abbiamo anche trovato con sua mamma un orario che fosse adatto alle sue esigenze, alle 13.45 dopo aver finito la scuola e aver mangiato. Studiando questo percorso personalizzato mi sono dedicata in particolare alla sua catena muscolare posteriore che in Luca è corta e, utilizzando le tecniche Laban, lavoro su macro temi come tirare e spingere, più o meno spirale, grandi e piccole rotazioni, girare e saltare. In ogni lezione valuto poi come va in quella giornata, se Luca è giù mantengo la calma, senza affaticarlo di testa, osservo l’attenzione mentale e la stanchezza fisica e semmai amplifico; lo osservo molto per creare sempre di più una lezione su misura per lui. Ho capito ad esempio che il trampolino e piccoli attrezzi gli fanno superare le paure e diventano una sicurezza per lui e ho visto che quando fa la capriola ha gli occhi gioiosi, oppure vedo che fa fatica quando va su e giù dalla spalliera. 

In che modo hai mantenuto un rapporto amicale con Luca e al tempo stesso tempo sei riuscita a mantenere il distacco tipico dell’insegnante?

In questo senso è proprio Luca che mi ha guidato, è lui che mi ha dato un ruolo di facilitatrice: questo ruolo lo mette a suo agio, non lo mette sotto pressione, lo aiuta a giocare. Per questo, per quanto possibile, cerco anche di accettare le sue proposte perché mi fa capire che c’è un impronta che gli è rimasta e che vuole riproporre. Ad esempio ora, perché si ricorda di essersi divertito, mi chiede di riproporgli di nuovo qualche gioco perché lo vuole riproporre a sua volta a casa con sua mamma. Anche se in modo inconsapevole Luca ora utilizza il suo corpo in modo nuovo e si diverte perché il suo corpo reagisce alle sollecitazioni riuscendo a stabilire un nuovo contatto fisico e umano attraverso il movimento e il gioco.

Come sta continuando questo percorso? E fino a quando pensi che potrà durare?

Credo che questo sia un lavoro che si possa portare avanti anche a vita, serve a lui che utilizza anche il corpo come un veicolo e a me che a ogni lezione cresco sempre di più. Ovvio che per lui la memorizzazione è lenta, ma anche la routine permette di scavare e andare in profondità e spero quindi che Luca non scappi mai dal suo corpo, che anzi lo accolga per utilizzarlo in maniera diversa. Per esempio poco tempo fa Luca mi portava i brani del Festival di Sanremo e su quelle canzoni montavamo una coreografia base e lì per lì se la ricordava: anche la danza quindi è un modo per attivare la sua memoria mentale.

La danza intesa come movimento e possibilità di contatto con il corpo altrui permette una conoscenza e una consapevolezza che è di estrema sensibilità. Il movimento lascia andare la mente in un altro universo e crea connessioni anche quando non ne siamo pienamente consapevoli e in questo modo un abbraccio, una carezza o un semplice passo di danza possono diventare i motori per una maggiore conoscenza sia del nostro corpo che di quello degli altri. 

Grazie alla potenza della danza nelle sale Ida si è aperta dunque una nuova relazione con chi è affetto da autismo e questo percorso ha dimostrato quanto sia importante che vengano aiutati e sostenuti progetti di questo tipo, rivolti in particolar modo a ragazzi e adulti perché poco presenti rispetto alle progettualità per i bambini e perché, come ci ha raccontato la mamma di Luca, Marina Montanari, sempre economicamente sostenuti dai familiari. 

Progetti come questi aiutano a vivere meglio chi è affetto da questa malattia, che sì isola le menti ma non i corpi che possono così aprirsi al mondo grazie alla conoscenza e alla fiducia incondizionata.

 

 

Guarda il video >

 

Foto di Federica Navarria

 

 

© Expression Dance Magazine - Giugno 2020

 

Raymond è nato in Nigeria ma vive in Italia da quando ha compiuto cinque anni. Oggi ha 23 anni e ci parliamo durante una giornata densa di numerosi impegni.

Come è iniziata la tua passione per l’hip hop?

Già da piccolo ascoltavo musica hip hop e mi piaceva quella danza e quella cultura, poi a 14 anni ho cominciato ad apprezzarne anche lo stile, l’abbigliamento e ho iniziato a frequentare una piccola scuola di danza in provincia di Roma, per poi continuare alla Bounce Factory Dance Studio di Roma.

Perché a un certo punto hai deciso di andare in America? 

Sono andato in America verso i 19 anni alla ricerca del vero hip hop e per creare legami e collaborazioni, ma senza essere per niente conscio di quello che volevo veramente: all’epoca non pensavo affatto che la danza sarebbe potuta diventare un lavoro… il mio lavoro. Sono rimasto in America per un paio di mesi dove ho studiato molto e, avendo vissuto questa esperienza in modo molto positivo, sono tornato diverse altre volte per approfondire nuovamente lo studio dell’hip hop americano, fondamentale per capire a fondo questo stile.

E nel tuo modo di danzare cosa c’è della cultura hip hop americana?

E’ stata una fortuna studiare in America con insegnanti come Ian Eastwood, Brian Puspos, Jun Quemado, Bam Martin, Anthony Lee, Vinh Nguyen e Shit Kings perché mi hanno aiutato a stare al passo con i tempi e mi hanno fatto pensare all’hip hop con vedute più larghe senza più limitarmi a quello che avevo imparato altrove. 

Passo dopo passo ho cominciato poi a prendere più fiducia in me stesso creando il mio personale stile, che poi altro non è che un’elaborazione personale di tutte le mie esperienze.

Che cosa stai progettando per il tuo futuro e cosa stai portando avanti nel tuo presente?

In diverse scuole di Roma ho progetti con crew composte da ragazzi tra i 15 e i 23 anni, che sto cercando di portare in giro tra l’Italia e l’Europa.

Oltre a creare le coreografie spesso danzo con loro, ma essenzialmente cerco di creare per i ragazzi che “ci vogliono provare” nuove occasioni.

E cosa consigli ai ragazzi che, come dici tu, “ci vogliono provare”?

Utilizzo queste occasioni di esibizione per dare tanti consigli ai ragazzi coinvolti, li sensibilizzo al creare e ad essere artisti attraverso il proprio corpo, le proprie mani, la propria personalità e credo che l’esperienza di stare insieme e avere maggiori spazi in cui condividere li possa ispirare maggiormente.

Secondo te quali sono le tendenze interessanti che stanno emergendo in Italia per quanto riguarda l’hip hop?

Purtroppo credo in Italia l’hip hop sia sempre un po’ di rimando dalle tendenze americane e che quindi qui, anche se assistiamo a nuove tendenze, credo che non ce ne siano destinate a rimanere nella storia. Sono piuttosto mode passeggere: mi sembra che tutto torni. 

Per questo ogni giorno sempre di più, cerco di seguire la mia strada. Ed è anche quello che cerco di consigliare ai ragazzi a cui insegno: essere sempre se stessi per dar vita ad uno stile unico che sia la somma delle proprie esperienze.

Salutiamoci con qualche consiglio che ti senti di dare ai ragazzi che frequentano lezioni di hip hop?

Aprire la mente, non fossilizzarsi su uno stile, condividere un pensiero proprio, aprirsi ad altri progetti, altre situazioni, non coltivare il proprio orticello nella propria scuola ma aprirsi ad ogni nuova frontiera.

 

 

 

© Expression Dance Magazine - Giugno 2020

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Copertina Giuliano Peparini

 

 

 

 

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