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Redazione IDA

Redazione IDA

È iniziato la scorsa settimana a Ravenna, nelle aule del Centro Studi La Torre, il percorso di alta formazione dei nuovi linguaggi coreografici, DanzAutore Contemporaneo, finanziato dalla Regione Emilia-Romagna e realizzato grazie alla collaborazione tra IDA International Dance Association, Associazione Culturale Cantieri Danza, Iscom E.R e Compagnia Nervitesi progetti di teatro e danza.

“Una settimana intensa e produttiva in cui si sono cominciate a delineare le diverse entità (personalità) dei ragazzi”, rivela la tutor del corso Carla Rizzu, coreografa e fondatrice del gruppo Nervitesi.

“L’obiettivo del percorso è duplice: da una parte l’idea è portare avanti un confronto con professionisti affermati nel settore, per un ‘viaggio’ di esplorazione del loro personale background e linguaggio coreografico; dall’altra l’intenzione è fornire agli allievi i giusti strumenti per costruire e sviluppare il proprio processo creativo”, spiega la coreografa.

“Già in questi primi giorni di lezione – conclude Rizzu - si sono raccolti i primi frutti: il percorso formativo che abbiamo pensato è preciso e studiato nei dettagli e dunque abbiamo ben chiaro dove ci porterà. L’attività didattica, tuttavia, è un processo dinamico che può svilupparsi secondo diverse sfumature per cui il modo in cui ci si arriverà è in continuo divenire; per ora abbiamo acceso la macchina, individuato la mappa stradale e siamo partiti”.
Così il progetto nelle parole di Francesca Serena Casadio di Cantieri Danza e responsabile del corso: “Come elementi centrali per il corso di alta formazione per danzAutori, noi Cantieri Danza abbiamo posto, assieme al gruppo di lavoro, una condizione fondamentale, ovvero di svilupparlo in un tempo lungo che permettesse la trasmissione di strumenti e l’opportuna sensibilità per entrare in risonanza con le proprie competenze, riconoscerle e metterle a fuoco insieme alla consapevolezza dei propri mezzi. Abbiamo voluto rompere la consuetudine della formazione laboratoriale con tempi contingentati, che nella maggior parte dei casi dà solo la possibilità al maestro di trasmettere i codici agli allievi. Un percorso complesso che vede la partecipazione di diversi docenti coinvolti per indagare con cura i tanti aspetti della creazione corporea”.

La routine settimanale dei partecipanti al corso si costituisce di quattro giornate affidate di volta in volta alla didattica di un diverso esperto del linguaggio coreografico e la giornata del venerdì, in cui alla lezione di Anatomia Esperienziale in Movimento tenuta da Rita Valbonesi (osteopata, fisioterapista, insegnante di danza, insegnante di yoga) segue un approfondimento teorico.

I docenti della prima settimana sono stati Nicola Galli, giovane danzautore esperto nella ricerca corporea declinata in azioni che spaziano dalla coreografia alla performance fino all'installazione oltre all'ideazione grafico-visiva, e Carmelo Zapparrata, critico di danza, che ha affrontato il tema dell’evoluzione del ‘concetto di autorialità’ dai primi del Novecento ad oggi.

 

 

 

IDA è orgogliosa di ospitare nelle storiche aule del Centro Studi La Torre di Ravenna (via Paolo Costa 2) le audizioni della Salzburg Experimental Academy of Dance - SEAD.

Unica tappa italiana del Centro di formazione austriaco per danzatori e coreografi contemporanei fondato, nel 1993 da Susan Quinn, le selezioni sono in programma nel pomeriggio di sabato 16 febbraio (le registrazioni si apriranno alle 14.00 mentre le audizioni avranno inizio alle 15.00). Per chi volesse partecipare il form di iscrizione è disponibile online sul sito della Accademia, al seguente link.

https://fs23.formsite.com/SEAD/form33/index.html?1542729391270 

Le audizioni sono aperte ai vari percorsi formativi: Artist in Process, quattro anni di formazione universitaria in Danza contemporanea, e Artist in Practice, corsi post-laurea per ballerini professionisti (Bodhi Project) e coreografi (ICE).

I partecipanti selezionati dovranno poi affrontare una seconda ed ultima audizione a fine maggio nella sede Sead di Salisburgo (19-23 maggio per il corso di laurea e il percorso ICE; 26-28 maggio per gli aspiranti allievi del corso Bodhi Project).

Il tour mondiale delle audition Sead è iniziato il 12 gennaio a Seoul e ha fatto tappa il 19 a Tokyo. I prossimi appuntamenti in programma sono: il 2 febbraio a Oslo, il 3 ad Helsinky, il 15 a Tel Aviv e il 16 a Ravenna. Marzo prevede selezioni a Berlino (2 marzo), Barcellona (9 marzo), New York (9 marzo), Londra (10 marzo), Atene (16 marzo), Bruxelles (23 marzo), Oporto (24 marzo), Budapest (30 marzo) e Rio De Janeiro (30 marzo). Il tour si concluderà a Parigi (7 aprile), Salisburgo (20 aprile) e Vienna (4 maggio). Ancora da confermare le selezioni di Hong Kong e Città Del Messico.

Per arrivare pronti davanti alla commissione Sead, sono previsti diversi workshop di preparazione ‘MoveMentors’ (vedi: https://www.sead.at/index.php/academy/workshops), ovvero settimane di seminari intensivi di studio in vista dell’esame: dal 7 al 12 gennaio con Anna Tenta, dal 18 al 23 febbraio con Vita Osojnik e dal 15 al 20 aprile (la docenza deve ancora essere confermata).

Per ulteriori informazioni: www.sead.at oppure audition@sead.at

IDA invita a non perdere questa opportunità, unica in Italia, di entrare a far parte della prestigiosa Accademia austriaca e manda un grosso ‘in bocca al lupo’ a tutti gli aspiranti allievi Sead!

 

 

Nato a Milano il 27 dicembre 1937, Roberto Fascilla si è spento ieri tra l’affetto dei suoi cari. Una vita dedicata alla danza, un’arte a cui ha dato tanto e dalla quale ha ricevuto tantissimo: diplomato nel 1956 alla Scuola della Scala, dove di fatto inaugurò i corsi maschili nel dopoguerra, nel 1964 diventò Primo Ballerino del Teatro scaligero e 1969 raggiunse l’apice divenendone Primo Ballerino Étoile. Dagli anni Settanta si è dedicato alla carriera di coreografo e Direttore Artistico; è stato Direttore al Teatro Comunale di Bologna dal 1977 al 1979, Direttore all’Arena di Verona dal 1976 al 1982 e Direttore al Teatro San Carlo di Napoli dal 1990 al 1997. Tra le sue partner si annoverano ballerine del calibro di Vera Colombo, Luciana Savignano, Elisabetta Terabust e la prediletta Carla Fracci, con cui strinse un vero e proprio sodalizio danzando in diverse produzioni curate da Beppe Menegatti. Negli ultimi anni è stato Direttore della Scuola di danza Principessa di Milano, dedicandosi con passione alla didattica, mentre dal 2010 era Direttore Artistico del Premio MAB - Maria Antonietta Berlusconi, che ha seguito con entusiasmo fino all’ultimo.

In queste ore il mondo della danza si sta stringendo attorno alla famiglia Fascilla, IDA unendosi al cordoglio vuole ricordare il Maestro con tre sostantivi che era solito utilizzare come sinonimo di danza: “fatica, gioia e disciplina”, perfetta sintesi del suo insegnamento da perpetuare ai posteri.

 

Nell'immagine: Roberto Fascilla. ©Foto di Erio Piccagliani

Sergei Polunin non sarà più Sigfrido nella rappresentazione del Lago dei Cigni in scena all’Opéra di Parigi dal 16 febbraio al 19 marzo prossimi. A prendere tale decisione è stata la direttrice artistica del balletto dell’Opera in persona, Aurélie Dupont, in una lettera ai danzatori della compagnia, resa nota qualche giorno fa, in cui indica i suoi comportamenti come “incompatibili” con i valori della direzione e con quelli del corpo di ballo di cui è responsabile. Il motivo sarebbe riconducibile ad un post, omofobo e misogino, pubblicato da Polunin su Instagram all’inizio del mese di gennaio, in cui incita i ballerini, e gli uomini in generale, ad essere “lupi, leoni e capofamiglia” che devono occuparsi di tutto “gli uomini dovrebbero essere uomini e le donne essere donne. L’energia del maschio e della femmina creano un equilibrio…” e così dicendo, concludendo poi con la massima “È per questo che avete i testicoli”.

La Dupont scrive che, seppur riconoscendo pienamente il talento di Polunin, le dichiarazioni pubbliche di cui è venuta a conoscenza l’hanno scioccata poiché “Non corrispondono ai suoi valori né a quelli della compagnia che rappresenta”.

Contro le parole del ballerino ucraino nazionalizzato russo (con uno spiccato debole per il presidente Putin tanto che se ne è orgogliosamente tatuato il volto sul petto), si sono schierati anche alcuni professionisti dell’Opéra fra cui Adrian Couvez, che, senza mezzi termini, lo ha definito “imbarazzante”. “La nostra compagnia – ha spiegato Couvez - è portavoce di valori di tolleranza e rispetto, quest’uomo non ha nulla a che vedere con noi”, convenendo con la direttrice nel sostenere che “una persona del genere” non potesse esibirsi a Parigi.

Durissima anche la condanna di Eleonora Abbagnato: “Quando si diventa personaggi pubblici – ha dichiarato in merito l’étoile dell’Opera di Parigi e direttrice del corpo di ballo dell’Opera di Roma - bisogna fare attenzione a ciò che si dice o si scrive sui social seguiti da migliaia di fan. Mi auguro che Polunin si ricreda e ritratti la sua dichiarazione. È un ballerino bravissimo, mi sarebbe piaciuto invitarlo anche qui a Roma, ma dopo quello che ha fatto... Una follia anche perché la danza non è più così. E ci danneggia tutti, uomini e donne”.

Quasi incredulo il ballerino russo Vadim Muntagirov, del Royal Ballet di Londra, che ha conosciuto Polunin durante uno spettacolo a Losanna: “È come se avesse due personalità – ha commentato -, sui social diventa irriconoscibile”.

Lapidario, infine, Sir Matthew Bourne, autore del celebre Lago dei Cigni al maschile che chiude l'epica scena dell'iconico Billy Elliot, in un post in cui parla di “carriera finita”.

Polunin purtroppo non è nuovo a questo genere di uscite: provocazioni ed eccessi gli sono valsi il titolo di ‘bad boy della danza’. Questa volta però sembra davvero aver esagerato; la nostra speranza è che ‘il cattivo ragazzo’ lasci al più presto il palcoscenico al ‘genio della danza’ poiché sarebbe davvero un peccato per lui mandare in fumo un’ancora molto promettente carriera e una grave perdita per tutti gli spettatori che non potrebbero più godere del suo incommensurabile talento. Insomma un pesante danno per tutto il mondo della danza.

 

 

Arrivata a Parigi circa due mesi fa con tanti sogni nella valigia, la 24enne originaria di Trapani Angela Grignano è la giovane ballerina italiana rimasta coinvolta nell’esplosione della panetteria Hubert, al numero 6 di rue de Trévise nel quartiere dell’Opéra, nella mattinata di sabato scorso (nell’incidente sono morte quattro persone: due pompieri, una turista spagnola e una condomina rimasta schiacciata dalle macerie, ndr).

Angela era di turno all'hotel Ibis, dove lavora come cameriera mentre cerca spazi nel mondo dell'arte e dello spettacolo, quando una fuga di gas nel negozio a fianco ha provocato attimi di terrore. Da quell’istante, purtroppo, per lei nulla sarà come prima, poiché rimasta gravemente ferita all’arto inferiore sinistro.

Fortunatamente, scongiurato l’iniziale pericolo di vita, le lunghe operazioni alla gamba sembrano far rientrare anche il rischio di amputazione, come si vociferava nelle prime ore dopo l’accaduto. Il fratello della ragazza, Padre Giuseppe Grignano, parla di un cauto quanto speranzoso ottimismo dei medici.

Non conosciamo personalmente Angela, ma come lei amiamo la danza tanto da averne fatto la nostra professione (noi come giornalisti di settore, lei come ballerina) e sappiamo l’energia che una passione tanto forte è in grado di trasmettere nei momenti difficili. Il destino le ha giocato davvero un brutto scherzo, proprio nel momento in cui stava per spiccare il volo in una città nuova e piena di opportunità; ma sembra averle salvato la gamba… Coraggio Angela, ti siamo vicino!

La sua insegnante, Eleonora Gualano, l'ha definita “una combattente”; la convalescenza non sarà facile ma siamo sicuri che l’amore per la danza e quella stessa determinazione che l’hanno portata nella capitale francese le daranno la forza per reagire. Dalla redazione di Expression i nostri migliori auguri di pronta guarigione.

L’appuntamento con la danza e Roberto Bolle sembra essere diventato una piacevole tradizione degli italiani per il primo giorno dell’anno, grazie allo show evento di Rai Uno ‘Danza con me’. Un’abitudine particolarmente gradita al pubblico televisivo, confermata dai dati auditel da record: oltre 4 milioni e mezzo di spettatori sono rimasti incollati ai propri televisori rapiti dal talento eccezionale di artisti di caratura internazionale che si sono alternati sul palco mixando sapientemente danza, musica e teatro con un ritmo vivace e mai pesante, guidati dal genio unico dell’étoile dei due mondi.

Nel maxi studio di 1.200 metri quadri dell'ex fiera di Milano si sono esibiti tra gli altri una splendida Alessandra Ferri, con cui Bolle ha interpretato un meraviglioso passo a due, oltre a Polina Semionova (Prima Ballerina del Teatro di Berlino e interprete del sensuale Passage), Melissa Hamilton (Prima Solista al Royal Ballet di Londra), Elisa Badenes (Prima Ballerina del Balletto di Stoccarda), Nicoletta Manni e Virna Toppi (Prime Ballerine del Teatro alla Scala di Milano) e Alexander Riabko (Primo Ballerino del Balletto di Amburgo).

Vincitore del premio Rose D’Or come miglior programma d'intrattenimento a livello europeo nel 2018, ‘Vieni con me’ si è dimostrato un autentico “programma di servizio”, capace di portare la nobile arte coreutica ai non addetti ai lavori con un linguaggio pop e accessibile a tutti. Un semplice obiettivo per lo show (sebbene sulla carta non facile da raggiungere) ma una vera missione per Bolle, perseverata fin dagli esordi con innata umiltà, eleganza ed ironia.
Garbo e pacatezza sembrerebbero fuori moda nella TV moderna ma lo share - pari al 21,3% - smentisce decisamente chi vorrebbe on-air solo urla e litigi. Un interesse che coinvolge anche i giovani, più avvezzi all’uso del web, come dimostra la viralità di video e post legati allo ‘Danza con me’: oltre un milione e mezzo le iterazioni sui social del programma e primo posto del trending hashtag and topics Italia.

Per chi se lo fosse perso, è possibile guardare in streaming lo show integrale sul sito raiplay.it.

 

 

 

Dal primo gennaio 2019 è entrata in vigore la fatturazione elettronica per le operazioni tra “privati” (per prestazioni verso la Pubblica Amministrazione tale onere è in essere già dal 2015). Nessun soggetto IVA, salvo coloro che rientrano in regime di vantaggio o forfettario, può esimersi dall’emettere la e-fattura; neppure il mondo dello sport è esente, anzi, al contrario, è interessato da importanti novità relative alle ASD/SSD in 398/91.

L’approvazione definitiva alla Camera della Legge di Bilancio 2019 del decreto fiscale (L.17/12/2018 n.136 pubblicata in G.U. il 18/12/2018) ha introdotto di fatto una distinzione in base a due diverse situazioni: le ASD che nell’esercizio precedente hanno registrato ricavi commerciali inferiori a 65.000 euro e quelle che invece hanno realizzato una cifra superiore alla suddetta soglia.

Per le prime viene dunque disposto l’esonero dall’emissione di fatture elettroniche e la possibilità di registrazione con modalità tradizionale, tranne che per pubblicità e sponsorizzazioni, caso in cui tale onere di emissione è in capo al cliente; per le seconde l’inversione contabile è prevista per tutte le prestazioni.

Per le ASD senza partita Iva il problema della fatturazione attiva non sussiste, poiché non emettono documenti rilevanti ai fini IVA. Tuttavia, per il cosiddetto “ciclo passivo”, ovvero di ricezione di fatture d’acquisto nell’ambito dell’attività istituzionale svolta, continueranno a ricevere dai fornitori la fattura cartacea o in formato pdf allegata ad una semplice e-mail (senza dover obbligatoriamente attivare una PEC), ma il fornitore di beni/servizi dovrà emettere (se obbligato per sua natura fiscale) una fattura elettronica che sarà trasmessa allo Sistema Di Interscambio indicando come codice destinatario 0000000 (ossia sette volte zero).  

Infine, un’ulteriore novità in campo contabile è stata introdotta dalla legge del 30 dicembre 2018, n. 145, al comma 646 che ha modificato l’art. 27 bis della tabella di cui all’allegato B annesso al decreto del Presidente della Repubblica 26/10/1972 n. 642. In concreto si tratta dell’estensione alle ASD senza fini di lucro riconosciute dal Coni dell’esenzione dal pagamento del bollo, fino all’anno scorso applicabile solo alle Federazioni sportive e agli Enti di Promozione Sportiva. Dallo scorso primo gennaio dunque, gli atti, i documenti, le istanze, i contratti (e le copie dichiarate conformi), gli estratti, le certificazioni, le dichiarazioni e le attestazioni poste in essere o richieste dalle suddette Associazioni e Società Sportive Dilettantistiche sono esenti da bollo.

 

 

 

In foto: Benedetta Pisapia alla Dance Area; Yeison Giannino sul palco di Expression; Linda Moretti al BDC con Korie Genius (insegnante di Dancehall) e Gabriele Pieragalli al BDC di New York.

Allenamento, studio, sudore, fatica, e ancora allenamento, e poi adrenalina, tensione, agitazione… Sono tanti i fattori determinanti e le emozioni che accompagnano i giovani partecipanti al Concorso Expression; unico obiettivo: dare il massimo per realizzare il sogno di studiare in una delle Scuole di danza più prestigiose al mondo.

Una volta raggiunto tale risultato, le speranze e le aspettative salgono alle stelle… E l’esperienza vissuta diventa indimenticabile!

Abbiamo contattato alcuni vincitori delle Borse di studio assegnate al Concorso dello scorso anno; euforici, i ballerini ci hanno raccontato le loro storie.

Iniziamo dalla più piccina: Benedetta Pisapia, assegnataria di una Borsa al Summer Intensive Workshop della Scuola Dance Area di Ginevra, dal 13 al 17 agosto 2018. “Partecipare al Concorso – ci racconta Benedetta - è stata un’emozione fortissima; non mi sarei mai aspettata di vincere perché la notte prima non ero stata bene e avevo dormito pochissimo... La Dance Area di Marie Christine Maigret è un sogno, grandissima ed organizzatissima. Mi sono sentita subito a mio agio. Durante il periodo di stage, ogni giorno andavamo con mamma alla fermata dell’autobus e passeggiavamo in un viale pieno di alberi con un grande prato. Il tram ci portava direttamente alla scuola e lì potevo finalmente ballare. La mattina avevo lezione di Classico con Madame Karine Rossmann, un’insegnante perfetta, dolce e brava: mi ha dato davvero tanti buoni consigli. La prima ora c’era lezione con le punte; purtroppo io non le avevo ancora messe e facevo la sbarra in mezza punta. Dopo il pranzo iniziava la lezione di Contemporaneo con il maestro Francesco Curci e poi con la maestra Anastasia Piguet, che ci faceva provare delle coreografie di Modern Jazz che mi sono piaciute tantissimo perché mettevano allegria e potevamo scatenarci. Alla sera con la mia famiglia visitavamo Ginevra, una città splendida. Con il mio fratellino giocavamo ogni giorno in un parco nuovo. La settimana purtroppo è volata. Mi sono trovata davvero bene, sono tornata a casa con meno paura e più amore per la danza… Ho imparato tante cose e sono riuscita a fare amicizia con tutte le bambine: con le mie nuove amiche abbiamo perfino realizzato un ‘video ricordo’. Ciò che mi preoccupava di più era la lingua, ma per fortuna gli insegnanti sono stati bravissimi e mi aiutavano a non essere timida. In generale, la soddisfazione più grande è essere riuscita a salire sul palco dell’Expression e ballare la coreografia, poi vincere è stato incredibile. Partecipare allo stage di Ginevra è stato un premio stupendo, più bello di una  coppa. Ancora mi sembra un sogno! Prima di partire ero in ansia: avevo paura di sentirmi sola, di provare nostalgia delle mie cose e di non riuscire a seguire le lezioni. È stato tutto il contrario! Questa esperienza mi ha fatto crescere molto – concludeBenedetta - e mi ha cambiata anche come ballerina. Ho capito che le cose non capitano per caso, che dagli errori si devono trarre insegnamenti utili e, soprattutto, che non bisogna scoraggiarsi mai, perché solo cadendo si può imparare a volare. Grazie di cuore!”

Yeison Giannino, ballerino di Hip Hop, ha vinto la Borsa di studio "Retro Kings & Queens Summer Intensive" alla District Funk di Dublino assegnata dal coreografo di fama internazionale Jay Asolo: “Questa esperienza – dichiara il ragazzo - rimarrà sempre nel mio cuore; Mr Asolo è stato molto disponibile e cortese con me facendomi sentire come a casa: mi ha presentato la sua crew rendendomi parte della sua squadra. La scuola è molto professionale e gli insegnanti sono molto bravi; non ho incontrato particolari difficoltà anche perché sono stato accolto con tanto entusiasmo. Grazie a Mr Asolo ho conosciuto il Krump, uno stile esplosivo, faticoso e con una cultura alle spalle tutta da scoprire. La soddisfazione più grande è aver preso parte ad un videoclip che ha già raggiunto e superato le 30.000 visualizzazioni su YouTube. È stato un regalo inaspettato, mai avrei immaginato di studiare e ballare con altri ballerini all'estero. Tutto questo lo devo all'organizzazione IDA  e a coloro che mi hanno permesso di vincere; un grazie particolare al mio coreografo Daniele Ingrassia, che ha sempre creduto in me. L’esperienza mi ha incentivato a far meglio e voler studiare ancora di più, non mollando anche quando le difficoltà cercano di buttarmi giù. Grazie mille di tutto!” 

La Grande Mela è stata indimenticabile teatro delle esperienze di Linda Moretti e Gabriele Pieragalli.

“Sono stata a New York City per 10 giorni – ci spiega Linda -, partita grazie ad una Borsa di studio per il Broadway Dance Center (BDC) assegnatami da Naike Negretti al Concorso Expression 2018 a Firenze. Mi ha accompagnata la mia insegnante Federica Eusebi, che ne ha approfittato per studiare e visitare la città (e far sì che io non mi perdessi!), e che ringrazio per aver condiviso con me questa bellissima esperienza. New York mi ha travolto: è un posto che accoglie chiunque a braccia aperte e dove la gente fa quello che vuole in qualsiasi orario, senza passare per ‘strana’. Venendo dall’Hip Hop, al BDC mi sono concentrata sulle discipline Urban: ho studiato Hip Hop con Luam, Dancehall con Genius, Vogueing con Omari Mizrahi e Waacking Technique con Princess Lockeroo. La cosa più bella di queste lezioni è che tra allievi ci si osserva, ci si incita e ci si incoraggia, sempre con grande rispetto per gli insegnanti. Molti di loro alla fine della lezione ringraziano per aver scelto il proprio corso, aver dedicato loro del tempo e la voglia di imparare. Tra una lezione e l’altra non potevano mancare i tour da turista, quindi abbiamo cercato di conciliare danza e visite ai quartieri di Manhattan, tra cui Harlem, Brooklyn (il mio preferito) e il Bronx. Un viaggio del genere ti cambia per sempre! Torno con una valigia piena di riflessioni, positività, leggerezza e un insegnamento importante, ovvero che bisogna cercare di dare alle cose il giusto peso ignorando le negatività. Ho lasciato un pezzo di cuore a New York City; spero di tornare a riprendermelo presto...”

“A 22 anni certe occasioni difficilmente si ripetono, dunque ho deciso di investire in questa meravigliosa esperienza a New York per un mese intero: dal 1 al 30 Settembre”, ci spiega Gabriele Pieragalli, anche lui vincitore del premio messo in palio da Naike Negretti al Broadway Dance Center. “La scuola è stupenda – continua -, una struttura a tre piani a pochi passi da Times Square, con shop, spogliatoi e tante sale, dove ogni giorno, e ad ogni ora, si alternano lezioni di qualsiasi disciplina. Avendo deciso di investire un mese intero ho acquistato altre lezioni oltre le 10 della Borsa di studio, di conseguenza facevo 1 o 2 workshop al giorno. Ho scelto di studiare variando più insegnanti possibile piuttosto che focalizzarmi solo su quelli che potevano essere stilisticamente affini alla mia "comfort zone". In totale ho preso parte a lezioni tenute da 22 grandissimi professionisti di altissimo livello, tra cui mi sento di citare: Keenan Cooks (ballerino di Beyonce, Cardi B, Jennifer Lopez...), Derell Bullock (Janet Jackson, Madonna, Britney Spears..), Carlos Neto (Broadway, Nintendo, Sony), Bo Park, Kenichi Kasamatsu e tanti altri... Non ho problemi con l'inglese, per cui non ho trovato difficoltà, avvantaggiato anche da un ambiente molto aperto e cordiale. Nel tempo libero ho visitato la meravigliosa New York, camminando anche 20 chilometri al giorno, osservando ed arricchendomi come persona e come artista. Le criticità maggiori sono all'inizio: la città è immensa e ha un'energia che ti investe... I primi giorni servono per ambientarsi ma una volta inquadrato il luogo diventi uno di loro! Al BDC, come nella città in generale, si respira un'aria di competitività positiva: ognuno vive per un obiettivo e dedica anima e corpo per raggiungerlo. Se si trova una ballerino più preparato si cerca di conoscerlo, osservarlo e incitarlo. Di conseguenza, si cresce e si impara tantissimo, provando non solo a raggiungere il suo livello ma anche di superarlo. Ecco perché sono tutti fortissimi e pieni di voglia di fare... All'inizio si fatica, poi si comprende e infine si cresce mentalmente, tecnicamente e artisticamente. Vivere un'esperienza del genere è una gratificazione sensazionale, pensare di averla ottenuta esclusivamente grazie a me, vincendo l'Expression solisti ed esibendomi con una mia coreografia, è già una soddisfazione meravigliosa! Partecipare al Concorso Expression è stata una bella emozione, ho avuto modo di confrontarmi con una giuria internazionale in grado di assegnare borse di studio per vivere esperienze sensazionali. Auguro di fare la stessa esperienza a chiunque abbia nel cuore una grande passione per la Danza! Al BDC è stato fantastico sentirsi fare i complimenti da Carlos Neto davanti alla classe oppure essere selezionato da vari insegnanti per alcuni video. Solo al pensiero di aver studiato a Broadway mi viene la pelle d'oca: confrontarmi con ballerini bravissimi, studiare con veri professionisti in una delle scuole più importanti del mondo è stato un sogno ad occhi aperti. Sono partito con il bisogno di nuovi stimoli, sono tornato arricchito da ogni punto di vista, con emozioni che non dimenticherò mai! Grazie”.

Non serve aggiungere altro a quanto detto da questi ragazzi. Per chi volesse provare le stesse emozioni ed esperienze, la 15esima edizione di Expression International Dance Competition vi aspetta a Firenze dal 22 al 24 febbraio 2019 con tante novità! 

 


 

Le novità della prossima edizione

  

A quindici anni dalla sua prima edizione il Concorso Expression, tra i più autorevoli nel panorama europeo, si mostra più che mai dinamico e attuale con tante ed interessanti proposte innovative.

Tra le novità 2019:

Premio Speciale della Critica assegnato alla miglior composizione coreografica da Sara Zuccari, giornalista, critica, storica, docente e direttrice del Giornale della Danza (testata online di informazione dedicata al mondo della danza).

Nelle esibizioni soliste o di coppie – spiega la critica a Expression Dance Magazine – l’aspetto che principalmente viene osservato e giudicato è quello relativo alle capacità tecniche dei ballerini. La mia intenzione, invece, è premiare l’insieme del gruppo, o meglio il messaggio che danzatori e coreografo vogliono trasmettere attraverso la performance, valutando in primis l’aspetto critico-teatrale della coreografia”.

L’idea dunque è adottare una chiave di lettura alternativa a quella tipica dei giudici del Concorso, che si propone di “Esaminare il linguaggio della composizione e valutarne anche il percorso fatto per arrivare al risultato finale; giudicando, dunque, il lavoro del coreografo”, come precisa Zuccari.

La composizione coreografica che verrà ritenuta migliore rispetto alle altre da Sara Zuccari avrà l’onore e il prestigio di essere recensita dalla stessa giornalista sul giornale da lei diretto, oltre a ricevere una targa speciale.

• Altro Premio Speciale sarà lo shooting fotografico assegnato dal fotografo Domenico Scordia, che valuterà l’espressività, l’intensità dei movimenti e la capacità del ballerino di trasmettere emozioni. Il premio sarà assegnato nella categoria solisti classico e consiste nella realizzazione di uno speciale progetto fotografico con scatti che immortalano il danzatore, inserendolo in diversi scenari, dal contesto urbano al paesaggio naturalistico, in  un modo nuovo e pienamente integrato in esso. 

• Infine, la Categoria ‘Danza inclusiva (Diversamente abili)’ dedicata al mondo della danza inclusiva. Nel pomeriggio di sabato 23 febbraio, danzatori con disabilità fisiche o psichiche si esibiranno (nei diversi stili) in coppia o in gruppo con altri ballerini cosiddetti ‘normodotati’ sul palco del Padiglione Basilica, allestito ad hoc e senza alcuna barriera architettonica. 

Un progetto al quale l’organizzazione IDA tiene moltissimo in quanto ritenuto un modo per divulgare il grande messaggio della Danza come possibilità di esprimere se stessi e il proprio io interiore, ma anche come occasione di crescita nei rapporti interpersonali ed autentica terapia per disagi fisici e psicologici. 

 

 

 

© Expression Dance Magazine - Dicembre 2018

 

 

 

 

 

 

 

Giovedì, 20 Dicembre 2018 16:24

Le novità di Campus 2019

 

Tra le grandi novità di Campus 2019 i workshop con James D'Silva l'ideatore del metodo Garuda® e le lezioni con il famoso coreografo americano Bill Goodson

 

 

L’inverno è solo agli inizi ma l’organizzazione IDA sta già pensando all’estate quando tornerà l'annuale Campus Dance Summer School. Dal 12 al 17 luglio 2019, infatti, le storiche aule del Centro Studi La Torre di Ravenna ospiteranno centinaia di giovani allievi provenienti da tutta Italia per prendere parte alle lezioni di Modern, Classico e Composizione Coreografica, solo per citarne alcune. 

Grande novità di quest’anno i workshop di Garuda® Barre tenute dal suo ideatore James D’Silva, creatore del Metodo Garuda® e fondatore dello Studio Garuda®. D’Silva è nato e cresciuto a Goa (India); trasferitosi per amore in Inghilterra ha intrapreso la carriera di ballerino professionista ed insegnante dallo stile particolare ed unico, un mix tra Pilates®, yoga, GYROTONIC® e Feldenkrais®.

Tanti i docenti di fama interazionale che hanno già confermato la loro presenza al Campus, tra questi Kledi Kadiu, Jay Asolo, Iker Karrera, Virgilio Pitzalis, Matteo Addino, Kristian Cellini, Massimiliano Scardacchi, Loreta Alexandrescu, Sara Tisselli e Emanuela Tagliavia

Attesissima, inoltre, la presenza del celebre coreografo televisivo  Bill Goodson.

Nato a Los Angeles alla fine degli anni ’50, nella sua lunga carriera Bill Goodson ha collaborato con artisti del calibro di Michael Jackson, Renato Zero, Diana Ross, Gloria Estefan e Stevie Wonder ed insegnato in alcune delle più prestigiose scuole di danza a livello mondiale. Tra le sue esperienze televisive si ricordano programmi quali “Torno sabato” di Giorgio Panariello e “Chiambretti Night”, di cui ha curato le coreografie. Ma la grande popolarità nel nostro Paese è arrivata lo scorso anno quando è entrato a far parte del team di professori di ballo dello talent show “Amici di Maria De Filippi”.

Signor Goodson, cosa consiglierebbe ad un allievo di Campus che si trova a far lezione con un professionista del suo calibro, per valorizzare al massimo tale esperienza? 

“Il mio consiglio è di arrivare in aula mentalmente preparati così da essere presenti ‘anima e corpo’. Per un giovane ballerino si tratta di un’esperienza dalla quale deve trarre il massimo beneficio possibile perché, senza falsa modestia, non sono  opportunità che capitano tutti i giorni”.

Cosa si aspetta da un suo allievo di Campus? 

“Certamente il tempo che abbiamo a disposizione non è moltissimo, per cui è necessario avere un atteggiamento umile ed essere pronti ad assorbire il più possibile. Io da parte mia sono già entusiasta di partecipare a questo stage e porterò con me tanta passione e vitalità; mi piacerebbe che sotto questo aspetto ci fosse un buono scambio, così da creare una bella energia in aula”.

Come strutturerà le sue lezioni al Campus 2019?

“Il mio obiettivo principale è dare input e nuovi stimoli su cui gli allievi potranno lavorare in seguito con i propri maestri. Partendo dal presupposto che la danza è divertimento, cercherò di puntare su questo aspetto, soprattutto nelle classi dei più piccoli, dove talvolta gli allievi devono ancora trovare la loro vera strada. Con i più grandi, lavorerò anche sulla tecnica. Ciò che vorrei trasmettere è la gioia della danza”. 

Cosa si sentirebbe di consigliare ad un giovane ballerino che ha deciso di fare della danza la propria professione?

“Il mio consiglio è continuare a studiare sempre la propria arte, non mollare mai e non sentirsi mai arrivati. Per realizzare i propri sogni ci vuole tanta, tantissima, determinazione. Il nostro è un mondo molto competitivo, in cui c’è poco spazio per affermarsi. Per farlo, l’unico modo è essere davvero convinti del percorso intrapreso e mostrarsi sempre pronti a sacrificarsi e sudare”.

 


Tutte le informazioni su Campus Dance Summer School 2019 a questo link >


 

 

© Expression Dance Magazine - Dicembre 2018

 

 

 

Giovedì, 20 Dicembre 2018 16:20

Stage di danza e formazione Expression

Successo per il tradizionale appuntamento autunnale

 

Si è svolto il 7 e l’8 dicembre a Ravenna, nelle storiche aule del Centro Studi La Torre, l’annuale stage di Danza e Formazione Expression organizzato da IDA. Una due giorni intensa di studio che ha visto la partecipazione di allievi ed insegnanti di danza provenienti da tutto lo Stivale per prendere parte alle lezioni di Classico, Modern, Contact Improvisation e Anatomia Esperienziale

Anche quest’anno ho piacevolmente constato una decisa partecipazione di ballerini provenienti da altre discipline, che prendono parte alle lezioni di Classico per migliorare il loro livello di tecnica e la loro consapevolezza nel movimento, attitudine, quest’ultima, che solo la danza Classica è in grado di dare poiché ‘madre di tutte le danze’. Prenderne coscienza è fondamentale ma avere il coraggio di approcciare da neofiti questo insegnamento non è semplice; tuttavia anche chi non ce l’ha fatta, ma ha comunque assistito alle varie lezioni, ha aggiunto un tassello essenziale alla propria formazione”, ha commentato Loreta Alexandrescu, Docente Scuola di Ballo Teatro alla Scala, tra gli insegnanti che hanno preso parte allo Stage insieme a Virgilio Pitzalis (Modern), Alessio Barbarossa (Contact Improvisation), Massimiliano Scardacchi (Classico), Rita Valbonesi (Anatomia Esperienziale) e Rita Babini (esercizi di respirazione).

L’appuntamento di quest’anno si è focalizzato sull’importanza del riscaldamento ad inizio lezione (e del defaticamento alla fine) e delle tecniche di respirazione da implementare durante l’intero allenamento.

Novità assoluta dell’edizione 2018 è stato il microteaching, un percorso teorico e pratico per insegnanti basato su un metodo di osservazione ed analisi di video realizzati durante le lezioni di Anatomia Esperienziale di Rita Valbonesi e di Danza Classica di Massimiliano Scardacchi.

Penso che si tratti di uno strumento molto utile, in quanto consente di intavolare un interessante dibattito sugli aspetti pedagogici dell’insegnamento, con un approccio moderno ed innovativo, che tiene conto delle singole individualità degli allievi e svecchia quella concezione per cui il maestro di danza è solamente un ‘mestierante’”, ha commentato Massimiliano Scardacchi.

Soddisfatta infine Rita Valbonesi che sottolinea il successo ottenuto dal corso di Anatomia Esperienziale, in particolare tra i più giovani. “Un risultato sorprendente che può essere interpretato come il segnale di un forte cambiamento in atto, dovuto anche al lavoro degli insegnanti che quotidianamente educano all’ascolto e stimolano costantemente la curiosità dei propri allievi insegnando loro ad aprirsi al nuovo”.

 

 

 

© Expression Dance Magazine - Dicembre 2018

 

 

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